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Master CyberSecurity e Data Protection: riflessioni ed approfondimenti

Lo scorso 26 febbraio ho avuto il piacere dedicare una giornata per una docenza all’interno del Master curato da 24 ore Business School: Executive Master Cybersecurity e Data Protection. Tanti argomenti, quelli discussi nella preparazione del programma, da addensare in sei intense ore dove si sono condivise informazioni ma anche molta esperienza tramite casi di studio e laboratori pratici.

Appena chiusa la lezione mi è immediatamente venuta voglia di scrivere in merito, in parte per “digerire” l’esperienza della docenza, sempre più frequente negli ultimi anni e sempre ricca di emozioni, in parte per ripercorrere gli argomenti che a causa del tempo non ho potuto approfondire. Come ho scritto in un post qualche giorno fa quando ho preparato la sessione ho dovuto necessariamente selezionare gli argomenti da presentare, vorrei quindi provare ad approfondire parte dei contenuti arricchendo ovviamente con dei laboratori pratici che siano di comune utilità. In questo post provo a fare un elenco degli approfondimenti che mi piacerebbe affrontare e nei prossimo giorni, dal mio canale Twitch, inizieremo a discuterli assieme.

OSInt e strumenti

E’ un argomento che appassiona sempre ed ho notato un forte interesse per due specifici strumenti con cui abbiamo un po’ giocato: Shodan e Maltego. Proverei quindi ad approfondire l’utilizzo degli strumenti in se e nel caso di Shodan riprendo un tema di cui avevo parlato in un podcast: la possibilità di utilizzare la piattaforma per automatizzare alcune ricerche. Ci vedo bene un piccolo lab per con un po’ di python.

Analisi e gestione delle vulnerabilità

Argomento troppo vasto. Cosa sia una vulnerabilità è più o meno cosa nota, comprenderla è un altro paio di maniche. L’approfondimento che vorrei fare in questo caso è più di gestione che di operatività. A fare una scansione – permettetemi – son buoni tutti, strutturare e governare un Remediation Plan che abbia un senso è un lavoro un po’ diverso. Parliamo di questo, dobbiamo imparare a gestirla questa “sicurezza cibernetica”.

In questa occasione ha sicuramente senso parlare degli elementi che consentono ad un analista di comprendere gli effetti di una vulnerabilità in un determinato contesto. Il concetto che vorrei quindi analizzare è quello del rischio.

Reverse Shell e C2

Temi che hanno appassionato i più tecnici ma che richiedevano un laboratorio dedicato… e così li approcceremo. Preparerò due laboratori per costruire assieme uno scenario di attacco che preveda l’impiego di una Reverse Shell e di un server di controllo.


Probabilmente ho definito gli argomenti per il prossimo mese di live ma se chi dovesse passare per questa pagina ha qualche ulteriore argomento da proporre sono ovviamente ben lieto di considerarlo.

Prima di chiudere (anche perché qui sono le 02:31 a.m.) due parole sull’esperienza in se. Non possono definirmi un docente, non è il mio ruolo, ma sono convinto che chi ha maturato esperienza in un campo (tanta o poca, non importa) debba in qualche misura condividere qualcosa con il resto della comunità. Che sia sotto forma di pubblicazione, di una docenza, di una intervista… va bene tutto. Il punto è condividere l’esperienza oltre che la conoscenza.